domenica, 04 maggio 2008

Dee

Il terzo Americano dura poco, come tutti. Sono rientrata da un’ora e sono ormai abbastanza ubriaca da sentirmi allegra e felice. Antonella e Anita sono già uscite per andare al pub. Per fortuna che la mia cuccioletta non aveva mollato il lavoro da cameriera… le avevano promesso mari e monti durante lo stage, e come al solito, spremuta come il lime che mi servirebbe ora per un buon mojito, l’hanno lasciata a casa.
Jack è sparito di nuovo. Chissà se un giorno scoprirò quanto è illegale quello che fa. E soprattutto cosa fa.
Sorseggio e lascio che il sapore dell’angostura aggiunta al cocktail mi stuzzichi la lingua. In tivù un commentatore anche abbastanza carino mi racconta che tra l’inutile e lo schifo ci siamo regalati altri cinque anni di schifo. Il cellulare s’illumina e fa vibrare il tavolo. Appena sento la sua voce si accende un piacevole languorino al basso ventre. Dopo quella volta ci eravamo viste per un mesetto, sporadicamente, poi lei era partita.
Prima mi propone il lavoro. Accetto. E già mi viene da ridere quando scopro di chi si tratta. Poi mi dice che se voglio possiamo vederci prima.

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Belle ed eleganti come al solito. Le gambe scoperte si sfiorano sotto il tavolino della hall mentre dividiamo la bottiglia di champagne che finirà sul conto dell’onorevole cliente. Anche se il nome ovviamente non sarà il suo. Appena rieletto per l’impegno dimostrato nel difendere i valori della famiglia, è passato troppo poco tempo dall’ultimo scandalo a base di coetanee della figlia e coca tagliata male. Se questa volta ci siamo io e Anne, deve aver capito che la qualità ha il suo prezzo, ed è meglio evitare principianti desiderose di comparire in televisione più che di guadagnare il giusto compenso per favori concessi a molti altri senza spesa.
Sedute sul divanetto con le spalle alla sala, Anne fa scivolare la mano fresca e curata sotto la mia gonna. Mi accarezza piano, spingendo il perizoma fra le labbra umide che si schiudono appena le sfiora. E’ una fata e io sono il suo fiore. Mi piego su di lei, premendo il seno, libero sotto la seta sottile, contro il suo braccio. Scivolo con le labbra al suo orecchio sfiorandolo appena con la lingua.
Mentre parla esplora le pieghe del mio sesso con dita sottili e veloci, comincia a tormentarlo con le unghie. Assaporo le sensazioni senza abbandonarmi troppo al piacere. Mi aiuta la conversazione. Mi racconta che è stata a Milano per un po’, ma tutta la città le sembrava un lercio bordello di periferia, poi a Madrid. Non dice perché è tornata.
Scivolo sotto il suo vestito e comincio a restituirle parte del piacere che mi sta regalando. Manteniamo un contegno ammirevole che non fa immaginare il miele che bagna le nostre mutandine e il calore della carne accogliente in cui si fanno strada le dita
Racconto della rottura con i miei genitori. Ride quando le dico dell’ultima volta con l’uomo di mia madre, e sento come la sua mano diventi improvvisamente più avida del mio piacere. Le racconto di mia sorella e di Ana. Di come hanno reagito male i miei, spingendo la piccola verso l’unica via di fuga che le rimaneva. Dice che vuole consolarmi, e anche se ormai non ce n’è più bisogno, le rispondo che lei è la mia cura. Quando arrivo a dirle della vendetta capisco che non sarà un dolce balsamo per le mie ferite ma una furia di violento godere.

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Andiamo in bagno. Ci chiudiamo in uno degli stanzini doppi con ampi antibagno in marmo, porcellana e decorazioni floreali. Ci spogliamo in fretta, distese sul freddo ripiano di marmo rosa i nostri corpi si avvinghiano. Respiro il profumo leggero della sua pelle e quello più intenso del suo sesso, che ormai impregna le mie dita. Le gambe lisce premono e strofinano i sessi, i seni si schiacciano e si uniscono, il desiderio diventa troppo. Mi alzo e mi giro, porto la bocca vicino al suo fiore, e comincio a bere, mentre con una mano mi faccio strada dentro di lei. Ogni mio movimento è coordinato ai suoi. Acceleriamo. Entriamo più a fondo l’una nell’altra, finché non raggiungiamo insieme il piacere fra gemiti e grida strozzate che ognuna soffoca nel sesso implume dell’altra.
Vorrei restare per sempre lì, nel suo piacere, la bocca contro le labbra bagnate a percepire le sue contrazioni. Invece ci alziamo, ci vestiamo e ci ricomponiamo. Due tiri offerti da Anne. Aggiustiamo il trucco e usciamo. E’ ora di andare sù. Le due dee faranno godere il vecchio maiale dai sani principi cattolici a spese del popolo italiano.

 

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lunedì, 11 febbraio 2008

Anita



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In questi mesi di silenzio la famiglia s'è allargata. Dopo l'arrivo della sottoscritta, Antonella ha dato asilo ad altri due profughi marchiati dal segno della sventura...

Il primo ad arrivare è stato il mio micio. L'avevo lasciato alla mia sorellina per farle compagnia e tenerla d'occhio, lui ultimo adulto rimasto in quella casa. O forse unico adulto che mai vi abbia abitato.
Quando però è successa la cosa brutta a cui ho accennato nel post precedente, mia madre l'ha buttato fuori di casa perché le ricordava troppo la piccola. Quanto meno ha avuto la decenza di comunicarmi lo sfratto, ed io, che non sembra ma sono la persona più buona e dolce del mondo, sono corsa a recuperarlo prima che venisse adottato dal paraurti di un'auto.
Poco dopo è arrivata anche Anita. Bella, piccola (in termini fisici), e perfetta per completare il trio...

Questo piccolo preambolo solo per introdurvi a una presentazione più esauriente della nostra nuova coinquilina, che ho postato qualche giorno fa in un sito di pessima fama. Luogo che fa quindi tanto pandan con la vostra Satin, e dove mi sono lasciata andare a qualche lincenza poetica e sono stata un po' più diretta del solito. Siete quindi avvisati, cliccate a vostro rischio e pericolo...


Sineadxxa02028

[continua a leggere]




PS: Date uno sguardo al banner "Game Rules" per favore...
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mercoledì, 06 febbraio 2008

Imbronciata... anzi, direi offesa


kymberly016

Pare che io non abbia vinto. Anzi, pare che mi sia piazzata proprio male. Non che la cosa abbia valore, ma volevo vincere, per poi poter dire che in fondo non me ne importava granché...
Adesso sono molto, molto offesa con tutti voi, a parte i 28 (pochissimi!!!) che mi hanno votata, che mi avete rovinato il gioco... se il blog non vi piace basta dirlo...
mercoledì, 30 gennaio 2008

On air


tere_zailova

Il video finisce e lo schermo resta nero. Un'altra sorsata di rum. Schiaccio play e riparte per la terza volta. La donna entra in una camera che conosco bene. Indossa un vestito da sera nero che le scopre la schiena. Tacchi alti e capelli raccolti. Il ragazzo la segue e la prende al volo quando lei inciampa ubriaca nel tappeto. Ride sguaiata. Lui la fa inginocchiare, si apre i pantaloni e glielo strofina sul viso. Lei continua a ridere inseguendolo con la lingua e muovendo la testa. Piccoli colpetti che cominciano ad avere un certo effetto su quel sesso che mi piace tanto. Quando è abbastanza duro lo prende in bocca e comincia a succhiarlo sbavandolo tutto. E' brava la stronza, anche se non quanto me. Ora capisco perché mio padre ci abbia piantato per lei. Ci gioca per bene mentre con la bocca scivola verso le palle. Le muove con la lingua mentre lui la dirige premendole la testa. Mi eccita questo spettacolino, comincio a toccarmi sfregando il perizoma umido fra le gambe, spingo la stoffa fra le labbra strofinandomi con piacere mentre lui le esplode in bocca. Bevo dalla bottiglia e gocce di liquido scuro mi scivolano sulla pelle. Dopo il primo schizzo lo tira fuori e le imbratta la faccia. Rivoli di piacere le colano verso il seno un po' moscio ma ancora attraente. Lui la fa rialzare e la spinge sul letto facendola mettere a quattro zampe. Lei si gira e lo guarda ansiosa mordendosi le labbra, mentre lui le rovescia la gonna sulla schiena e le sfila le mutandine. Mi infilo un dito e comincio a muoverlo con calma. Strofino il clitoride e lo pizzico un po' fra le unghie. La bottiglia premuta tra i seni, lecco il bordo bagnato sogghignando di piacere al pensiero di quello che verrà dopo. E non mi riferisco al video. Lui si posiziona dietro a lei in ginocchio penetrandola con un colpo deciso. Scivola dentro con facilità strappandole un mugolio di piacere. La pompa deciso e la stronza ubriaca comincia a biascicare oscenità. Lui lo sfila e inizia a strusciarlo contro la vagina umida e pulsante. Lo prega di darglielo ancora, allunga una mano accasciandosi sul letto e cerca di infilarselo da sola. Per tutta risposta riceve un sonoro ceffone sul culo che nonostante i soldi spesi da mio padre in ginnastica e massaggi tradisce l'età. Lui lo spinge dentro ancora una volta, la possiede con forza fino a farla venire fra urla di piacere. A quel punto esce e la rigira con forza. La stronza ride e gli chiede di far piano con una vocina cantilenante da bimbetta offesa mentre lui le si piazza sopra a cavalcioni ordinandole di masturbarlo. Lo prende in mano e lo sega veloce. Questa scena mi fa impazzire. Muovo le dita andando a sfiorare ed a sfiorare gli anfratti più profondi del mio piacere, mentre lui le imbratta di nuovo il viso, il decolté e il vestito da mignotta regalatole da mio padre. Vengo di piacere e vendetta per la mia sorellina che non c'è più. Bevo l'ultimo sorso e appoggio la bottiglia sul pavimento.
Domani questo video lo spedisco a papà. E poi ringrazio Jack come merita per essersi “sacrificato” con la stronza.


tenti_caminettoB&WZ-Blog Awards, Sw4n powered: Nominee
 
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mercoledì, 30 gennaio 2008

Capita


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Capita che una abbandona la blogosfera per qualche tempo, poi torna, scrive due righe, naviga un po' e finisce per scoprire che esistono gli Z-Blog awards. Così, due ore prima che vengano chiuse le nominations, fa da sola e si nomina, poi ripassa di lì e si trova in concorso fra i blog erotici... chissà poi perché.
A questo punto che dire? Mi avete coccolata e stuzzicata, vi siete strusciati fra le mie gambe, contro le mie parole e i miei pensieri. Siete stati bravi, ma soprattutto brave.. una certa voglia me l'avete fatta venire. Io torno a scrivere, voi però fate che votarmi... adesso voglio vincere, sennò che gusto c'è?

Z-Blog Awards, Sw4n powered: Nominee
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giovedì, 24 gennaio 2008

Voglie



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Vedo che di qui ogni tanto qualcuno passa... forse ho di nuovo voglia di scrivere. Forse no. Provate a farmela venire voi... poche domande sulla mia assenza però, potrei sparire di nuovo. Intanto mi leggo i vari pvt accumulati in questi mesi e ci penso.
Vi bacio tutte e tutti...

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martedì, 21 agosto 2007

Eccomi qui



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Sono tornata, purtroppo. Qui sembra già autunno, mentre là era ancora estate.
Là ho respirato la libertà che ho dentro, tutta intorno a me, perdendomi in orizzonti distanti, bruciando al sole e assaporando resti di un passato che sogno mio.
Sapori e profumi d'oriente scovati viaggiando in direzione contraria. Paesaggi aridi e asciutti, pochi giardini lussureggianti e rare fontane come pietre preziose, e poi il mare...
Città indolenti e languide come solo una donna appagata può essere, come spesso mi sono sentita io dopo incontri di cui forse vi racconterò... rovine di palazzi e città dimenticate come in un sogno. E spero di non deludervi, ma il blog non era fra i miei pensieri.
Là, tanto per capirci, era l'Andalusia, passando per La Mancha e Valencia... qua è l'Italia, che mi piace poco, sarà per i troppi italiani. Anche là ce n'erano, ma non erano certo quelli di Barcellona o Ibiza e si sopportavano, cercando comunque di allontanarsene in fretta.
Ora vado, un caffè e poi sparirò sotto una coperta, le dita umide del mio piacere, caldo come vorrei fosse caldo qui, aspettando Antonella per consolarci insieme...


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domenica, 05 agosto 2007

Partenza



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Alla fine parto anch'io, lunedì o martedì, ancora non so, che qui si progetta sempre poco. Già felinamente pigra ad aggiornare il blog da casa, non penso di rincorrere connessioni wi-fi o di mettermi alla ricerca di Internet point in quei posti là dove andrò, quindi, se vorrete, ci risentiamo al mio ritorno. Voi, amiche e amici, fate pure come foste a casa vostra, ma mi raccomando non esagerate, ricordatevi che sono una brava e innocente bimba io. Spero che mi succeda qualcosa che valga la pena di essere raccontato, intanto vi lascio un caldo bacio, sempre che non vi dia fastidio con questa temperatura... ora vado a dar da mangiare alla mia micetta, che a forza di farla giocare mentre postavo le è venuta tanta fame... volete aiutarmi?



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mercoledì, 18 luglio 2007

Nella casa nuova



edson



Rientravo da un pomeriggio con la sorellina. Un suo amico diciottenne è stato trovato in overdose nel bagno di casa propria, e mia madre ha cominciato a sbraitare contro di lei, senza preoccuparsi di ascoltare quello che lei aveva o non aveva da dire a riguardo. Con il solo risultato di farla correre a sfogarsi dalla sua amata e pessima sorella.
Quando sono rientrata ho visto un'auto conosciuta parcheggiata davanti casa e appena salita in appartamento ho sentito i gemiti sommessi provenire dalla camera da letto. Sapevo che si conoscevano, era stata lei a presentarmi Jack. Doveva essere finalmente tornato dall'Algeria dove spesso va a trovare un amico che non ho mai capito cosa faccia là. Ho raggiunto la camera e sono rimasta dietro la porta socchiusa ad osservare i corpi uniti. Onde di carne sulla superficie arancione del copriletto. Da quella posizione ho potuto vedere perfettamente la lingua di Jack muoversi sulle pieghe gonfie della micia di Anto, stringere avido il suo corpo spingendolo verso la propria bocca. La lingua lenta e sicura sul piccolo clitoride che ormai conosco bene, mentre un dito comincia a scivolare facilmente dentro di lei. Nascosta dalla prospettiva e dai suoi adorabili ricci intuisco appena la bocca della mia amica che scende sul membro duro e pulsante. Il braccio tatuato tradisce il movimento circolare con cui lo accarezza, e solo quando Jack infila deciso quattro dita, vedo la testa di lei alzarsi e piegarsi all'indietro con un'espressione e un urlo di leonessa ferita dal piacere. E' in suo potere... continua a tormentarla con la lingua e con le dita, mentre lei si lascia andare incapace di continuare a farlo godere. Ed è questo che vuole, averla nelle sue mani, giocare con il suo corpo, come un musicista con il suo strumento. E' stato lui a insegnarmi molto di quello che so, a farmi amare il senso di piacere che dà possedere un corpo e un anima, tormentarlo al punto che ogni sua fibra continui a chiedere ulteriore piacere, incapace di seguire altri pensieri o altri impulsi.
Senza togliermi la gonna corta, sfilo il perizoma umido e sfioro le mie labbra già schiuse bagnando un dito e portando alla bocca il mio buon sapore. Apro piano la porta per non spaventarli e sorrido a Jack. Dice che mi aspettava. Mi metto vicino a lui e aggiungo la mia lingua alla sua. Scivolo lungo il solco fra le natiche premendo piano sul buchino che si contrae impercettibilmente assecondando il piacere di Anto. Jack aumenta il ritmo, quasi a voler distogliere la poca attenzione della nostra amica da quanto sto facendo. Più per gioco che per bisogno prendo la crema abbronzante dal comodino e schizzo il sedere di Anto che si lascia scappare un gemito di sorpresa più acuto degli altri. Massaggio la carne chiara e soda fino a quando anche le mie mani non sono completamente unte e nell'aria non si sente un buon profumo di spiaggia che si mescola ai nostri odori. Infilo piano un dito che vince facilmente la poca resistenza del corpo ormai abbandonato al piacere. Vedo la schiena liscia ondeggiare davanti a me coperta dalle linee scure dei tatuaggi e da goccioline impercettibili di sudore. Comincio a scoparla con foga e un po' di violenza. Sento il piacere del possesso che mi da questa strana doppia penetrazione e la sincronia che presto s'instaura con Jack. Una mano di lui si libera e mi accarezza, raggiunge la mia mano che non sto usando e le nostre dita s'intrecciano. Anto mormora parole sconnesse, mentre i suoi gemiti si accavallano incalzati dalle nostre spinte. Si perde in un orgasmo che continua, ripetendosi sempre uguale e sempre più forte. Le dita strette intorno alla gambe di Jack ne segnano la pelle, e per lui questo è solo un altro sintomo del controllo che ha su di lei. Ormai sto usando agevolmente due dita, e appena infilata la terza, sento la mia amica urlare stravolta e ricadere inerme sul corpo di Jack. Il respiro affannoso lascia appena udire il suo "vi amo" strozzato. E io penso che in effetti siamo proprio un bel trio, anche se vorrei saperne di più su quei frequenti viaggi in Algeria... sono curiosa io. Ma ora ho sete, e voglio completare quanto iniziato da Anto fra le gambe di Jack.

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mercoledì, 04 luglio 2007

Di giochi e traslochi


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Il fidanzato di mia madre è venuto a prendere mia sorella per accompagnarla a danza. Avrei potuto farlo io, ma mamma vuole che passiamo più tempo possibile con lui, un modo per farcelo conoscere ed accettare meglio. E la cosa un po' mi diverte.
Ero sdraiata sul lettino in giardino a prendere il sole, un costumino arancione con i laccetti, che sta tanto bene sulla pelle abbronzata, un mojito autoprodotto da brava ex-barista, e una versione economica de "Il te nel deserto". Purtroppo quando i vicini sono a casa non posso più prendere il sole integrale, ero causa di troppe liti. Sento le due mani che mi si posano da sulle spalle e alzo lo sguardo fino a incontrare quello del fidanzato di mia madre. Dice che fino all'ora di andare a riprendere mia sorella non aveva niente da fare, e allora, tanto valeva tornare a farmi un po' di compagnia. Entriamo in casa e lo lascio sul divano a sorseggiare il mio mojito. Ha detto che così svestita lo faccio impazzire, ma quando torno con i sandali, slanciata sui tacchi a spillo, lo lascio senza parole. E allora la parola la prendo io... mi siedo a cavalcioni su di lui e comincio a sbottonargli la camicia mentre la lingua si muove veloce nella sua bocca. Scendo a leccargli il petto nudo e sento le mani stringermi le natiche. La patta gonfia spinge fra le mie gambe contro la stoffa colorata del costume. Appoggio la mano e lo sento pulsare attraverso i pantaloni. Gli tolgo la cintura e glieli apro. Li faccio scendere insieme ai boxer quel tanto che basta per liberare la sua erezione. Sospira di piacere mordendomi un labbro. E' troppo eccitato, e devo aiutarlo a slacciarmi i lacci del costume. Per me è poco più di un gioco, un piacevole gioco. Dice che lo faccio impazzire. Io mi scosto leggermente e lo guido dentro di me pervasa da una piacevole sensazione di pienezza. Mi muovo piano, non voglio che il gioco finisca subito. Mi struscio languida su di lui, stuzzico il suo piacere con piccoli movimenti del bacino. Raccolgo a uno a uno i pezzi di ghiaccio quasi sciolti dal bicchiere e lascio cadere piccole gocce di freddo piacere sulle sue labbra, sui sui capezzoli, e giù, verso l'inguine... Lui si bagna un dito e cominciando a stuzzicare l'altro mio buchetto mi strappa il primo vero brivido di piacere. Lo ricompenso con un mugolio sommesso e un piccolo morso al lobo sinistro. Comincio ad avere davvero voglia ormai, mi muovo più velocemente. Lascio che mi penetri completamente. I testicoli conntro la mia pelle fresca e liscia. Lo cavalco ritmicamente sempre più veloce, i miei tacchi sono speroni che puntano sulle sue cosce. Ogni volta che li affondo sento le proteste che gli si spengono in gola uccise dal piacere che deve sfogare e dal suo membro che come a comando si tende maggiormente dentro di me. Voglio fare una prova, e quando finalmente mi sento soddisfatta lo colpisco forte spingendo con entrambi i tacchi. Stringe i denti in una smorfia di dolore che subito si trasforma nell'espressione liberatoria che accompagna il suo colare denso e violento dentro di me.



inbox-by-igor-karpov

Quando ci ricomponiamo, dice che sono entrata dentro di lui ormai, lo dicono in tanti e non ci do più peso. Lo saluto con una carezza come fosse un bambino. Non so se davvero gli "sono entrata dentro", e ammetto che l'espressione mi fa un po' ridere e un po' tenerezza. Di sicuro c'è che lui, facendo l'amore con mia madre l'ha chiamata più volte Nadia quella sera, e lei ha capito che lo conoscevo e accettavo già più di quanto lei volesse. Anche perché il cretino, invece di inventarsi un suo desiderio represso nei confronti della sottoscritta le ha confessato tutto, almeno non i particolari spero per lei. Così, a giudicare dal pubblico sui balconi vicini richiamato dalle urla di mia madre, pare che i vicini abbiano avuto comunque uno spettacolo interessante, anche se meno stimolante di me. Da brava donna innamorata, già arrivata da tempo ai ferri corti con la figlia degenere (io), immagino che darà comunque una seconda possibilità al suo uomo, mi sa che si è già pentita abbastanza di non essersi tenuta mio padre, così la vostra cara e innocente Mademoiselle Satin ha fatto le valige, salutato la sorellina (che aspetta la maggior età per darsi alla macchia) e se n'è andata senza tante storie.
Ecco spiegato il motivo, oltre agli esami, che mi ha tenuta lontana dal blog... qualcuno (e li ringrazio) mi ha scritto che sono una blogger nata, non so, io ho bisogno di tempo e calma per trascrivere la mia vita in un post, i blogger di solito scrivono in tempo reale credo... in ogni caso eccomi qua.
Qua intendo sul blog, ma anche a casa di Anto, che, divertita e stuzzicata dal racconto, oltre che dalle uscite successive a quel nostro primo incontro, ha deciso di ospitarmi, così ci toccherà condividere il suo bel letto giapponese a due piazze... che peccato...
Parole sussurrate da MlleSatin alle 17:44 in: blog, sesso, liberi pensieri, antonella, tristezze di famiglia
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